Nel corso della vita possiamo leggere molti libri, ma ognuno ha il suo elenco di testi che rappresentano le colonne portanti della propria formazione, forse perché letti in un momento particolare della vita, forse perché hanno rappresentato un punto di svolta per il pensiero personale, fatto sta che stanno lì, vengono di tanto in tanto ripresi e sfogliati, tornano alla mente, sono come persone alle quali siamo affezionati. Mi sono riproposto di buttare giù un elenco da tenere aggiornato in questo articolo, dentro c’è di tutto, dalla storia delle religioni agli studi postcoloniali, tutti libri a quali sono affezionato. L’unico criterio utilizzato è la frequenza con la quale torno a sfogliarli. L’elenco non include la letteratura, ho voluto considerare solo la saggistica per un motivo semplice, ossia perché quest’ultima è troppo soggetta la gusto personale. Chiaramente ci sono state opere letterarie per me fondamentali, ma l’elenco sfuggirebbe rapidamente di mano. Di seguito, invece, ciò che credo mi abbia influenzato in modo più o meno profondo:
- Orientalismo, Edward Said: un punto di svolta è rappresentato da questo lavoro del 1978, nel quale l’autore sviscera il rapporto tra Oriente e Occidente, svelandone le dinamiche di dominio, che partono proprio dai meccanismo di rappresentazione. Attraverso la storia di queste rappresentazioni Said è in grado di far emergere contraddizioni, limiti e rapporti di forza di quello che è non solo il rapporto tra Oriente e Occidente, ma tra Europa e resto del mondo.
- La teoria letteraria delle generazioni, Oreste Macrì: passaggio fondamentale nello studio della letteratura italiana. Qui vengono riordinate le generazioni letterarie poetiche, con un ordine inedito in grado di fornirci una prospettiva storica e letteraria dell’evoluzione della poesia italiana.
- In questo progresso scorsoio, Andrea Zanzotto (Garzanti): Un libro-intervista in cui Zanzotto, dialogando con Marzio Breda, riflette sul destino della società contemporanea, sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla trasformazione del paesaggio e sui rischi di un progresso divenuto incontrollabile. Il titolo, che fonde «progresso» e «scorsoio», sintetizza l’idea di uno sviluppo che rischia di trasformarsi in una trappola. Un testo insieme civile, ecologico e linguistico, che permette di accostarsi al pensiero dell’ultimo Zanzotto.
- Italia Magica. Racconti surreali novecenteschi scelti e presentati da Gianfranco Contini: Antologia curata da Gianfranco Contini che raccoglie racconti italiani del Novecento accomunati dall’irruzione del fantastico, dell’assurdo e del surreale nella realtà quotidiana. Da autori molto diversi emerge una linea alternativa al realismo, nella quale l’inverosimile diventa uno strumento per osservare il reale da una prospettiva deformata o perturbante. La raccolta tenta di dimostrare così l’esistenza di una vera tradizione italiana del fantastico novecentesco.
- I racconti, Julio Cortázar, (Einaudi): La raccolta riunisce i racconti di Cortázar, il territorio dove l’autore argentino ha espresso il massimo della sua attività letteraria. Il quotidiano viene progressivamente deformato, in un cambio di prospettiva che mostra un altrove insondabile, talvolta solo intuito da un dettaglio.
- La pianura in fiamme, Juan Rulfo (Einaudi): una raccolta che non può mancare per comprendere uno snodo fondamentale della letteratura non solo messicana, ma dell’America latina e mondiale. La sua ambientazione in un Messico rurale, sospeso tra la grande storia e le storie comuni, apre un varco nelle questioni umane più profonde, in un’ambientazione che non riconosce il confine tra cielo e terra, tra realtà e altrove.
- Pedro Páramo, Juan Rulfo (Einaudi): Juan Preciado raggiunge Comala alla ricerca del padre, Pedro Páramo, ma il viaggio si trasforma progressivamente nell’ingresso in un mondo popolato di voci, ricordi e morti. La struttura frammentaria dissolve la successione cronologica e intreccia la ricerca del protagonista con la storia del potente Pedro Páramo e della comunità che domina. Uno dei romanzi fondamentali della letteratura latinoamericana del Novecento, costruito sul confine instabile fra memoria, morte e realtà.
- Il gallo d’oro, Juan Rulfo, (Einaudi): Dionisio Pinzón, banditore poverissimo, riceve un gallo da combattimento moribondo e riesce a salvarlo: da qui prende avvio la sua ascesa nel mondo delle scommesse e dei combattimenti di galli. L’incontro con la cantante Bernarda Cutiño, detta La Caponera, lega fortuna, amore e rovina in una storia dominata dal caso e dal desiderio di riscatto.
- Sessanta racconti, Dino Buzzati (Mondadori): antologia del fantastico di Buzzati, in cui l’autore mostra l’apice della sua capacità letteraria. Buzzati è probabilmente l’autore più grande nell’arte del racconto che il nostro paese abbia conosciuto.
- Il deserto dei Tartari, Dino Buzzati (Mondadori): Il giovane ufficiale Giovanni Drogo viene assegnato alla remota Fortezza Bastiani, avamposto rivolto verso un deserto dal quale si attende da anni l’arrivo di un nemico. Quella che dovrebbe essere una permanenza provvisoria diventa lentamente un’intera esistenza consumata nell’attesa dell’occasione capace di darle significato. Il romanzo trasforma la vita militare in una grande allegoria del tempo, delle aspettative e dell’impossibilità di riconoscere la vita mentre sta accadendo
- Notturno indiano, Antonio Tabucchi (Sellerio): Un uomo attraversa l’India alla ricerca di un amico scomparso, seguendo tracce incerte tra alberghi, ospedali, stazioni e incontri enigmatici. Ma l’indagine esteriore diventa progressivamente una ricerca dell’identità dello stesso protagonista, fino a mettere in dubbio i ruoli di chi cerca e di chi viene cercato. È un romanzo breve costruito sul doppio, sull’assenza e sull’ambiguità, nel quale il viaggio geografico coincide con un viaggio nell’io.
- Il gioco del rovescio e altri racconti, Antonio Tabucchi (Feltrinelli): Un viaggio attraverso il risvolto nascosto delle cose. Non può essere definito altrimenti, un testo profondo e potente, molto stratificato, capace di aprire prospettive inedite nell’osservazione del mondo e di rompere la sua linearità.

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